Stefania, la protagonista del romanzo, parte da sola per raggiungere l'Africa come volontaria, con la consapevolezza che qualunque viaggio arreca una crescita personale e che si parte più per aiutare se stessi che gli altri. Come dire qualunque viaggio intraprendiamo inizia da noi stessi e si va alla ricerca di qualcosa. La ragazza cerca" calore della vita pulita, semplice, essenziale".
Si descrive l'Africa, un continente diverso dal nostro, tutto sembra essere diverso; qua, negli ospedali i bambini arrivano non tanto perchè attaccati dall'assalto dei virus; i loro malesseri sono legati all'ambiente circostante, sono bambini colpiti dai fulmini, attaccati dai morsi di un serpente, da ustioni perchè molti si rovesciano addosso le minestre bollenti e c'è anche chi cade da un albero...
Pagina dopo pagina la scrittrice porta a spasso il lettore nel continente "Africa", in quell'Africa "sevaggia e incantevole" e c'è un luogo in cui "il bosco abbraccia il fiume, lo protegge e lo conserva gelosamente".
Un romanzo "Con la mia valigia gialla" da leggere tutto d'un fiato; un romanzo che lascia addosso al lettore un forte desiderio di partire per arrivare in quel posto dove lei, la protagonista, è stata, per poter osservare, riflettere, aiutare e infine tornare con una valigia piena di tesori.
[Giovanna Guardiani - autrice di "Tachea" ]

